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Il maggio dei libri 2014

All'interno della campagna di promozione della lettura "Il maggio dei libri",diffusa in tutto il territorio dal Centro per il libro e la lettura, la Città di Roncade ha organizzato una serie diappuntamenti serali dal titolo emblematico di "Tre Conversazioni", nella Barchessa del Castello di Roncade, ore 21.00, in cui tre grandi autori presenteranno i loro libri dialogando con il pubblico, che in questo modo potrà avere l'occasione di conversare, per l'appunto, attorno ad argomenti stimolanti e ricchi di spunti. 

Il programma è in seguente: 

mercoledì 7 maggio 2014

Tra anni ‘70 e ‘80. La provincia veneta negli anni dei cantautori italiani
Conversazione con Stefano Masini, Paolo Maran e Alberto Cantone  

Paolo Maran con "Graffi di gioventù" crea un lungoracconto dei mitici anni Settanta e Ottanta. Gli anni del liceo, le estati congli amici, i primi amori, le contestazioni e le lotte studenteschecostituiscono gli elementi centrali di quest'opera brillante e coinvolgente.Protagonisti i giovani che oggi guidano il Paese.

Stefano Masini presenta "Lescarpe dell'allenatore" giallo ambientato negli anni Ottanta. E' storia disangue, di calcio e di calci. Un allenatore e il suo capitano, un vecchiodirigente, un presidente ambizioso, un calciatore partito per Londra, unagiornalista alle prime armi, un piccolo rom. E' il racconto di una parte dimondo che non c'è più!

Alberto Cantone musicista compositore, chitarrista e cantante,cantautore e interprete di cantautori, dal 1982 ad oggi ha scritto circa 200brani ispirati al filone della canzone d'autore italiana e raccolti in alcunidemo-tape amatoriali ("Finché c'è un porto ancora" del 1996). Nel2005 è uscito il cd "Angeli ERibelli", nel 2008 "C'era UnSogno Per Cappello" e nel 2014 "IlViandante". Pregevoli i suoiconcerti omaggio a Fabrizio De Andrè, in ricordo della sua musica e del suopensiero civile.

mercoledì 14 maggio 2014

Si fa presto a dire Adriatico
Conversazione con Fulvio Ervas  

Onde azzurre dell'Adriatico, calamari fritti e birra rossa; l'ispettore Stucky ha desiderio di distanza. In sella alla sua Morini, ricama la costa croata, negli occhi isole di sughero, cocci di terre frantumate. Lungo la strada un guizzo, occhiali nerissimi, perla all'orecchio: ah, le donne. Certe donne. Lei si chiama Ajda e lo scorta in un campeggio naturista; se ne va con la promessa di tornare. Senza costume, è più facile abbandonarsi ai racconti che si scambiano i corpi, seguire i balzi sulla sabbia di Argo, il cane salsiccio, l'animale più fiducioso che ci sia. Contemplando paradisi di curve senza silicone, Stucky aspetta il ritorno della bella. Sarebbe tutto perfetto, ma non dura: anche il sole di Croazia ha la sua ombra. Un delitto irrompe nel suo sogno di vacanza. La corda appesa alla trave delle docce è incrostata di sabbia, di salsedine. Sa di mare aperto, vele al vento, scorribande notturne. Ante Latinski, il commissario incaricato delle indagini, ha scritta sulla faccia la malinconia di Vukovar. Non lo vuole tra i piedi, questo poliziotto italiano. Il morto è un Boscolo, però, e aveva la parlata di Chioggia. Com'è finito a farsi impiccare sul lato B dell'Adriatico? Stucky non ce la fa, a tirarsi indietro. Ispettore clandestino in terra straniera, rivolta cameriere, nudiste triestine, motoscafi troppo veloci. Senza distintivo, è più facile tuffarsi anima e corpo in questa storia di pesca abusiva, documenti che scottano, arrembaggi, tradimenti.

mercoledì 21 maggio 2014

Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo
Conversazione con Alessandro Marzo Magno

Il cibo italiano per eccellenza? La pizza, verrebbe da dire, oppure la pasta. Leggendo "Il genio del gusto" dovremo forse ricrederci, e scoprire come la nostra cucina sia stata in grado di accogliere lavorazioni e ingredienti da tutto il mondo per reinventarli e farli propri, costruendo attorno al cibo una cultura originale e una identità collettiva. Si svelano così le origini sorprendenti dei grandi protagonisti della gastronomia italiana: veniamo a sapere che la pasta ha origini arabe, che la pizza era preparata già dagli antichi greci, e che quando facciamo colazione al bar con caffè e croissant assaporiamo una bevanda turca accompagnata a un dolcetto che simboleggia la bandiera ottomana. Perché la cucina è sempre contaminazione, e migliora viaggiando e incontrando il diverso. La grandezza del genio italiano è stata ed è ancora - nel reinterpretare l'esotico, mescolarlo col casalingo e poi diffonderlo in tutto il mondo: la forchetta arriva a Venezia da Bisanzio ma è dall'Italia che si diffonde per il resto d'Europa; i bufali giungono in Campania e nel Lazio dall'Asia e poi la mozzarella conquista tutti i continenti; il barolo diventa il vino dei re e la produzione di prosecco si sta avvicinando a quella dello champagne. Ma Alessandro Marzo Magno racconta anche storie di innovazione e coraggio imprenditoriale tutte italiane: il carpaccio, inventato nel 1963 da Giuseppe Cipriani fondatore dell'Harry's Bar a Venezia; la macchinetta per il caffè espresso...

 

 

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